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Alfa Romeo 6C 2300B Berlinetta Mille Miglia Touring

SUPER E LEGGERA
 

Vittorio Jano, entrato in Alfa nel’23, fu incaricato di portare il marchio del Portello alla vittoria nelle corse. Il successo della P2 aprì la strada alla 6C stradale nata nel ‘27 ed evolutasi in tante versioni da corsa: nel ‘33 l’imbattibile 6C Pescara e, nel ‘34 la massima evoluzione: la 6C 2300B MM che tenne a battesimo il metodo “Superleggera” creato dalla Carrozzeria Touring

di Alvise-Marco Seno
 

 

Il decollo “definitivo” dell’Alfa Romeo si deve a Vittorio Jano, arrivato, si racconta in modo rocambolesco, nel 1923. Parlando di sé, Enzo Ferrari raccontò di essere stato lui stesso a suggerire la sua assunzione. Il patron dell’Alfa, Nicola Romeo - racconta Ferrari - non si occupava di gestione sportiva né di assunzioni ma riponeva grande fiducia nell’Ingegner Giorgio Rimini, suo più stretto collaboratore. Questi chiese l’aiuto di Ferrari per trovare un valente tecnico per esaudire il desiderio dell’Ing. Romeo: un grande successo sportivo che portasse la consacrazione definitiva sulla scena automobilistica. E la soluzione fu trovata nel talentuoso giovane capogruppo dei disegnatori della Fiat.
Il piemontese di San Giorgio Canavese, classe 1891, uomo infaticabile, appassionato, portato al disegno, di mentalità aperta e moderna, risoluto e concreto, fu strappato all’azienda torinese per diventare Direttore Tecnico del reparto progettazione del Portello. Suo il compito di realizzare un’auto da corsa in grado di rivaleggiare con Fiat. Sfida che dopo soli cinque mesi di lavoro si tradusse nell’Alfa P2, biposto con motore 8 cilindri in linea, due litri, compressore volumetrico, vincitrice del campionato del mondo del 1925...

 

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