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Volkswagen Golf GTI Mk6 DSG 3p.

Perla d'argento

La sesta edizione dell'intramontabile berlina compatta tedesca è un inno alla sportività. La sogni ammirando le sue forme, ti avvolge in un abbraccio emozionante quando siedi al volante

di Alvise-Marco Seno

 

EMOZIONE. E' un'auto mitica, capostipite di una generazione, è lei che ha portato una tumultuosa cavalleria tra le berline compatte. Si acquista con la consapevolezza di guidare un mito dell'automobilismo con tutte le variabili al loro massimo nella categoria: qualità, spirito sportivo, immagine, livello tecnologico, sicurezza.

PERCHE': è un'auto che un appassionato dovrebbe possedere e guidare. Per quello che rappresenta, per l'illustre progenitrice, per la qualità che la contraddistingue e per la versatilità d'uso (comoda e confortevole o veloce ed efficace).

L'ABITO. Dalla prima generazione del 1976 sembra sia trascorsa un'era geologica. Era, allora, un 1.6 aspirato da 110 Cv e proponeva elementi di un design che oggi suscita attrazione e ammirazione in chiunque. Quelle forme squadrate oggi hanno lasciato il posto a volumi sinuosi, tracciati dal vento, dalle tendenze di quest'epoca "spaziale" e dai capitolati moderni in tema di comfort, sicurezza ed equipaggiamento. Indissolubilmente legata alla MK1, la Golf GTI MK6 è più grande, più larga, più aggressiva, ancora più atletica. Numerosi gli elementi che spiccano: le linee rosse della calandra anteriore con il logo GTI, una sigla di appartenenza, le griglie a nido d'ape. Lateralmente le ruote da 18" in stile "disco del telefono" (riminiscenza della Porsche 928). In coda, infine, il tocco finale è affidato ai due scarichi da cui esce una melodia accordata secondo canoni emozionali "forti".

L'abito interno è stato studiato con accuratezza: i sedili, molto sportivi, sono rivestiti con un tessuto a fantasia che richiama l'illustre antenata. Agendo sui comandi di regolazione è possibile trovare la posizione migliore: un saggio dell'ergonomia tedesca ma anche un regalo a quanti desiderino una posizione di guida sportiva: sedile basso, volante alto. Le plastiche e le posizioni dei comandi non permettono critiche. Tutto è lì dove ti aspetteresti. Al centro della strumentazione il validissimo computer di bordo ricco di informazioni (i più "feticisti" lo sintonizzano sul termometro della temperatura dell'olio).

Stupendo il volante a tre razze con impugnatura sagomata. Invita a essere impugnato e "usato" con decisione e forza lungo i curvoni di un misto mozzafiato.

MENTRE LA GUIDI. Senza dubbio la Golf R è un altro pianeta: velocissima e rabbiosa ma lo spirito è decisamente differente e, tutto sommato, nel '76 non ci fu un modello simile. Senza contare che anche il prezzo diventa una variabile determinante. La GTI è un'icona.
Versatile, trasformista: in città è fluida, ottimamente insonorizzata, confortevole nonostante l'assetto più sportivo. Il 2 litri turbo ha un'ottima elasticità di marcia quindi non è difficile riprendere con vigore anche in quinta o sesta marcia. Il bello comincia a gas premuto. La musica si trasforma e il sound diventa forte e possente, così come il carattere, che oltre i 4.000 giri è scatenato. La Casa dichiara 6"9 da 0 a 100 e ben 240 orari di punta massima. Nel mezzo ci sta un comportamento neutro ed esaltante, che si traduce in comportamento di guida "complice": lo sterzo è preciso, il muso segue fedelmente la traiettoria rendendo la guida precisa. Il cambio meccanico è un affare da puristi legati al pedale della frizione. Rapporti "giusti" ed escursione buona. Con il DSG sarebbe la quadratura del cerchio definitiva.. La frenata, infine, è potente e sicura.

PREZZI.Costa 27.450 euro, che diventano 29.275 se si volesse optare per lo straordinario cambio DSG a doppia frizione e con paddle al volante.

   

 

fotografie: Alvise-Marco Seno